Mentre è stata usata come un veleno in passato, gli scienziati oggi estraggono sostanze chimiche dalla belladonna per l’uso in medicina. Queste sostanze chimiche, se usate sotto la supervisione di un medico, possono trattare una vasta gamma di condizioni, da eccessiva minzione durante la notte, alla sindrome dell’intestino irritabile.
Che cosa è la belladonna?
Nei tempi antichi, la belladonna veniva utilizzata per le sue proprietà tossiche, come veleno orale o sulle punte delle frecce.
Alcuni studiosi ritengono che Shakespeare in “Romeo e Giulietta”, abbia usato la belladonna come veleno che Giulietta ha bevuto per fingere la sua morte.
Col passare del tempo, la belladonna veniva usata per scopi cosmetici e medicinali. Ad esempio, i medici la usavano come antisettico prima della chirurgia, nell’Europa medievale.
Usi medicinali
Se utilizzata correttamente in dosi appropriate, la belladonna è sicura, ma è importante precisare che l’ingestione di anche piccole quantità delle sue foglie o frutti, può essere mortale.
Scopolamina e atropina
La belladonna contiene due sostanze chimiche utilizzate per scopi medicinali.
La prima sostanza chimica è la scopolamina, che viene utilizzata principalmente per ridurre l’acidità di stomaco, la nausea, il reflusso acido, il controllo della frequenza cardiaca e per rilassare i muscoli.
Il secondo composto estratto dalla belladonna è l’atropina che non è efficace quanto la scopolamina quando viene utilizzata come un rilassante muscolare e nel controllo della frequenza cardiaca.
Inoltre, si può utilizzare l’atropina per dilatare gli occhi durante le visite oculistiche e in alcuni casi, come antidoto per agenti velenosi. Uno o entrambi i prodotti sono combinati con altri farmaci per trattare alcune malattie e condizioni come:
- chinetosi
- sindrome dell’intestino irritabile
- ulcera allo stomaco
- eccessiva minzione notturna
- diverticolite
- morbo di Parkinson
Se assunta come parte di un farmaco prescritto, la belladonna è considerata per lo più sicura.
Farmaco alternativo
Come molte piante ed estratti ben noti, la belladonna è disponibile in alcuni farmaci e integratori over-the-counter alternativi.
A differenza dei farmaci tradizionali, la Food and Drug Administration (FDA) non regolamenta gli integratori, il che significa che spesso non sono testati per la sicurezza e l’efficacia dei loro risultati rivendicati.
Secondo le aziende produttrici, i prodotti contenenti belladonna possono migliorare varie condizioni che includono:
- il comune raffreddore
- febbre
- pertosse
- febbre da fieno
- mal di orecche
- asma
- chinetosi
- influenza
- mal di gola
- dolori articolari e mal di schiena
- artrite
- spasmi o coliche
- problemi nervosi
- gotta
- infiammazione
- morbo di Parkinson
- emorroidi
La belladonna è anche un ingrediente di creme, alcuni liquidi e unguenti.
C’è poca ricerca sull’efficacia della belladonna nel trattare le condizioni di cui sopra.
E’ importante prendere in considerazione i potenziali effetti collaterali prima di assumere la belladonna come supplemento.
Rischi ed effetti collaterali
Visione offuscata e le allucinazioni sono potenziali effetti collaterali della belladonna.
La belladonna è considerata una pianta tossica e gli effetti collaterali che può causare, includono:
- bocca asciutta
- pelle secca
- incapacità di sudare
- spasmi muscolari
- visione offuscata
- pupille dilatate
- allucinazioni
- incapacità di urinare
- convulsioni
- coma
Le donne incinte o che allattano, non devono far uso di belladonna.
La belladonna ha interazioni negative con alcuni farmaci per le allergie e depressione. Gli effetti collaterali delle interazione comprendono aumento del battito cardiaco ed eruzioni cutanee.
Fonte: Medicalnews