E’ ancora un giudice a pronunciarsi e garantire ad un malato di cancro, il rispetto degli art. 3 e 32 della Costituzione Italiana ( uguaglianza e diritto alla cura gratuita a chi non può permetterselo). E’ del 16 luglio la pronuncia calabrese a favore di un malato di cancro in cura con la Terapia Di Bella. Si tratta di una sentenza immediatamente esecutiva a favore di un malato colpito da carcinoma squamo cellulare rino faringeo, un tumore che attacca il naso e la gola e che non si può rimuovere chirurgicamente. La diagnosi risale al 12 Aprile 2011 e ad ottobre il paziente inizia la terapia Di Bella. Seguito dallo studio legale Coppa, esperto in responsabilità medica, il paziente reclama il diritto a curarsi con la terapia prescelta. Nella documentazione presentata in Appello dall’Avvocato Coppa, c’è l’esito di esami clinici fatti all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Risonanza Magnetica e Tac attestano la regressione del tumore : dal momento della diagnosi, aprile 2011 a novembre dello stesso anno, la stadiazione del tumore è passata da T2 a T1. Il referto è stato firmato dallo specialista dell’Unità Neoplastica del cavo orale della Ieo , Roberto Bruschini.Nella sentenza si legge:” Visto che dai documenti emerge una risposta positiva al seguente trattamento, visto che la malattia è regredita, il trattamento in questione è da ritenersi determinante per la sopravvivenza del paziente. Si ritiene anche che la sua interruzione comporti effetti non rimediabili.” Così, a colpi di giurisprudenza, la terapia Di Bella , ufficialmente bloccata dal Ministero nel 1998 e ufficiosamente seguita da molti pazienti, riceve un implicito riconoscimento anche dalla Ieo.Non è la prima volta che la Ieo dimostra implicita riconoscenza al trattamento Di Bella. Il farmaco cardine della terapia Di Bella, la somatostatina che Di Bella usa per fermare la crescita e l’angiogensi dei tumori è utilizzata dalla Ieo, come vettore di altre molecole nella radioterapia. Nello stesso anno che decretò il fallimento della cura Di Bella, il 1998, Giuseppe Pelicci , oncologo Ieo, meritò il premio Venosta per aver indicato una nuova strada terapeutica nella cura della leucemia acuta promielocitica, usando acido retinoico, una delle molecole dibelliane.